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	<title>Agire - Settimanale cattolico &#187; Cultura</title>
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	<description>Settimanale Cattolico di Salerno fondato da don Angelo Visconti</description>
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		<title>Oro e argento ai Campionati di serie C per i ginnasti del Centro Ginnastica Salernitana</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Mellone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[centro ginnastica salernitana]]></category>

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		<description><![CDATA[Davvero un grande inizio per gli atleti del Cga, Centro Ginnastica Artistica di Salerno; a Napoli, nella palestra La Pegna di Fuorigrotta, i ginnasti  hanno meritato  il primo e secondo posto ai Campionati di serie C a squadra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/02/grupetto-1-coppa-di-natale.jpg" rel="lightbox[9366]"><img class="alignleft size-medium wp-image-9367" title="grupetto-1-coppa-di-natale" src="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/02/grupetto-1-coppa-di-natale-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>Davvero un grande inizio per gli atleti del Cga, Centro Ginnastica Artistica di Salerno; a Napoli, nella palestra La Pegna di Fuorigrotta, i ginnasti hanno meritato il primo e secondo posto ai Campionati di serie C a squadra. L’oro è stato conquistato dalla squadra del Cga composta da ginnasti provenienti da Castellammare di Stabia (Cristian Atte, Vincenzo Carbone, Francesco Schettino e Biagio Barbato).</p>
<p>A salire sul podio per l’argento la squadra composta da ginnasti salernitani (Gianmarco Di Cerbo, Lorenzo Ronga, Giuseppe Ventura e Simone Stanzione). Grande performance di tutti negli esercizi a corpo libero, volteggio, sbarra e parallele.</p>
<p>“Questi risultati &#8211; ha sottoneato il presidente del Cga, Juliana Sulce &#8211; sono il frutto dell’importante binomio impegno dei ginnasti e grande professionalità dei tecnici federali che dal 2007, quotidianamente, allenano i nostri piccoli atleti. Questo inizio è sicuramente un input positivo per continuare con entusiasmo e determinazione l’anno agonistico”.</p>
<p>Per info e foto consultare il sito www.retesolidale.it al link Cga.</p>
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		<title>Al via la 16esima edizione dei Movie Days nell’ambito delle iniziative del Giffoni Film Festival</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 17:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Mellone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[giffoni film festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 7 febbraio a Giffoni Valle Piana partirà la 16ma edizione dei Movie Days, le giornate di cinema dedicate ai ragazzi delle scuole italiane. Tra le attività orientate al mondo della scuola più importanti e seguite della Campania, i Movie Days hanno già coinvolto in 15 anni oltre 400mila studenti provenienti da 8 regioni e 15 province.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/02/Giffoni2006.jpg" rel="lightbox[9346]"><img class="alignleft size-medium wp-image-9347" title="Giffoni2006" src="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/02/Giffoni2006-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>Martedì 7 febbraio a Giffoni Valle Piana partirà la 16ma edizione dei Movie Days, le giornate di cinema dedicate ai ragazzi delle scuole italiane. Tra le attività orientate al mondo della scuola più importanti e seguite della Campania, i Movie Days hanno già coinvolto in 15 anni oltre 400mila studenti provenienti da 8 regioni e 15 province.</p>
<p>Il programma del 2012 risulta particolarmente avvincente con 12 moduli didattici e di intrattenimento: un ampio ventaglio di scelte per gli insegnanti che cercano stimoli originali e la possibilità di educare divertendo i propri alunni. Tanti i temi che caratterizzeranno questa nuova edizione e che saranno affrontati nelle 43 giornate dei Movie Days: il potere e la guerra, l’ecologia, l’Italia raccontata dal cinema italiano, il lato oscuro della giovinezza, il rapporto tra genitori e figli, i ragazzi nella scuola, la diversità e l’integrazione. Il programma cinematografico prevede una selezione di 30 film, ognuno dei quali consentirà di avviare con i ragazzi discussioni attente che potranno essere approfondite anche in classe.</p>
<p>Giffoni Movie Days proporrà le migliori produzioni per ragazzi degli ultimi anni come Il Almanya – la mia famiglia va in Germania, di Yasemin Samdereli; Hugo Cabret, di Martin Scorsese; L’amore che resta, di Gus Van Sant; L’incredibile storia di Winter il delfino, di Charles Martin Smith; Il primo bacio, di Riad Sattouf; Il ragazzo con la bicicletta, dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne; Real Steel – Cuori d’acciaio, di Shawn Levy; Super 8, di J.J. Abrams; This is England, di Shane Meadows; Tutti per uno, di Romain Goupil; We need to talk about Kevin, di Lynne Ramsay.</p>
<p>Ampio spazio anche ai film di produzione italiana con il modulo “Cinema Italia 150”, una serie di pellicole che raccontano storie di ragazzi alle prese con un mondo adulto difficile da afferrare ma anche l’Italia di chi vive in un paese oltre il limite della legalità. Sei i film selezionati: I baci mai dati, di Roberta Torre; Cose dell’altro mondo, di Francesco Patierno; Giochi d’estate, di Rolando Colla; Là-Bas – Educazione Criminale, di Guido Lombardi; Scialla! (Stai sereno), di Francesco Bruni; Terraferma, di Emanuele Crialese.</p>
<p>I Movie Days sono anche un’occasione per rivedere i migliori film presentati in concorso e fuori concorso alle ultime edizioni del Giffoni Film Festival: L’arte di cavarsela, di Gavin Wiesen; Brother, di Marcel Rasquin; Diario di una schiappa, di Thor Freudenthal; Diario di una schiappa 2: la legge dei più grandi, di David Bowers; Maga Martina 2 – Viaggio in India, di Herald Sicheritz; Prom – Ballo di fine anno, di Jeo Nussbaum; Lo schiaccianoci, di Andrei Konchalovsky.</p>
<p>Ogni anno Giffoni offre agli studenti e agli insegnanti dei Movie Days anche uno o più spettacoli teatrali con il modulo “Spazio alla scena”. Per il 2012 è previsto L’Avaro di Molière, proposto dalla compagnia Teatro Stabile Le Nuvole di Napoli e interpretato dall’attrice Nunzia Schiano, reduce dai successi al botteghino con i due film di Luca Miniero: Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord.</p>
<p>Due novità tra i moduli del 2012: Ecolab Music, con una performance del gruppo musicale Capone &amp; Bungt Bangt, che attraverso strumenti ottenuti da materiali riciclati, proporranno un percorso musicale ecosostenibile a riprova di come la creatività possa “fare la differenza” ed essere uno strumento essenziale nella difesa dell’ambiente; Reporteen School, un laboratorio di giornalismo televisivo per ragazzi con il giornalista RAI Ettore De Lorenzo.</p>
<p>Tra i partner del Gff Movie Days 2012 due grandi associazioni internazionali: Amnesty International e Actionaid. Diritto all’uguaglianza, diversità e integrazione, questi i temi che affronteranno gli esperti delle due organizzazioni insieme agli studenti e agli insegnanti attraverso una serie di film, documentari e workshop.</p>
<p>La musica, infine, è la protagonista del modulo Il Cinema incontra la Musica, realizzato in collaborazione con il Conservatorio “G. Martucci” di Salerno. Oltre alla classica formula (film+dibattito+giochi), i ragazzi saranno coinvolti in una lezione di musica applicata al cinema e assisteranno alla performance “live” degli studenti del Conservatorio.</p>
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		<title>Leo Gullotta al Teatro Verdi di Salerno con la commedia “Le allegre comari di Windsor”</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 17:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Mellone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[teatro verdi di salerno]]></category>

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		<description><![CDATA[È in programma presso il Teatro Verdi di Salerno, per venerdì 3 e sabato 4 febbraio alle ore 21.00, e domenica 5 febbraio alle ore 18.30, lo spettacolo “Le allegre comari di Windsor”, di William Shakeaspeare, con Leo Gullotta; traduzione e adattamento di Fabio Grossi e Simonetta Traversetti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/02/gullotta.jpg" rel="lightbox[9317]"><img class="alignleft size-medium wp-image-9318" title="gullotta" src="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/02/gullotta-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a>È in programma presso il Teatro Verdi di Salerno, per venerdì 3 e sabato 4 febbraio alle ore 21.00, e domenica 5 febbraio alle ore 18.30, lo spettacolo “Le allegre comari di Windsor”, di William Shakeaspeare, con Leo Gullotta; traduzione e adattamento di Fabio Grossi e Simonetta Traversetti.</p>
<p>Altri interpreti: Alessandro Baldinotti, Paolo Lorimer, Mirella Mazzeranghi, Fabio Pasquini, Rita Abela, Fabrizio Amicucci, Valentina Gristina, Cristina Capodicasa, Gerardo Fiorenzano, Gennaro Iaccarino, Federico Mancini, Giampiero Mannoni, Sante Paolacci, Sergio Petrella, Vincenzo Versari; scene e costumi Luigi Perego; musiche Germano Mazzocchetti; coreografie Monica Codena; luci Valerio Tiberi; regista assistente Mimmo Verdesca; regia di Fabio Grossi.</p>
<p>Fu per volontà della regina Elisabetta I, che il bardo riesumò Sir John Falstaff, fatto morire nella sua precedente opera, l’Enrico V. Nacque così Le allegre comari di Windsor. La smania della regina derivava da un suo divertito “invaghimento” per la poderosa figura comica di Falstaff, invaghimento che le istillò il desiderio di vederlo in un altro dramma e, per di più, innamorato. Sicché, per non venir meno al dictat dell’imperiosa sovrana, Shakespeare non solo avrebbe “resuscitato” Falstaff, moderno espediente da soap-opera, ma anche escogitato l’intreccio narrativo delle Allegre Comari.</p>
<p>La vicenda è stata collocata in un tempo immediatamente precedente alla morte del cavaliere. Protagonista è Sir John, con le sue esuberanti smargiassate da guascone, la sua sovrabbondante figura, la sua pletorica simpatia cialtrona, il suo amore per la crapula e il bicchiere, la sua irresistibile ed endemica disonestà, viziosa e bonaria.</p>
<p>La commedia racconta di una società che vive sotto l’occhio della corte, dove il dileggio reciproco tra i componenti della comunità funge da quotidiano passatempo. La protervia della condizione di nascita e dello svolgersi dei fatti della vita di ognuno è il presupposto dominante. Rispettando appieno la struttura voluta e pensata da Shakespeare, proponendo allo spettatore, in luogo dei cinque atti, i più canonici e moderni due più intervallo, si lascerà indubbia la correlazione ai Nostri tempi e alle Nostre vicende sociali, sottolineando qua e là lo scherzo, acre e cattivo, denominante una società che, pedissequamente, ripete i suoi stilemi nei confronti di chi viene considerato un diverso, sia per aspetto sia per attitudini o usi.</p>
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		<title>Luca Urbani, con la sua pop rock music, ospite al Marte Mediateca di Cava de’ Tirreni</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Mellone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[marte mediateca di cava de' tirreni]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 3 febbraio, alle ore 22.00, appuntamento con Luca Urbani, ex componente, con Gabriele D’Amora, dei Soerba, nell’ambito della serie de “I suoni del contemporaneo” del Beatscape al Marte Mediateca di Cava de’ Tirreni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/02/urbani.jpg" rel="lightbox[9313]"><img class="alignleft size-medium wp-image-9314" title="urbani" src="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/02/urbani-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a>Ritorna la serie de “I suoni del contemporaneo” del Beatscape al Marte Mediateca di Cava de’ Tirreni. Venerdì 3 febbraio, alle ore 22.00, appuntamento con Luca Urbani, ex componente, con Gabriele D’Amora, dei Soerba, il duo musicale che agli inizi degli anni ’90 spopolò in radio ed in tv con il brano “I am happy”. Special Guest della serata i Microlux con la loro matrice sonora fatta di elettronica minimale con innesti glitch-pop di chiaro stampo nordeuropeo e chitarre indie/rock. Sarà, dunque, la pop rock music ad occupare la scena presso il centro polifunzionale di Corso Umberto I, per un imperdibile evento organizzato dal MARTE in collaborazione con il collettivo “Overlive” di Salerno.</p>
<p>Nato a Monza nel 1974, Luca Urbani si appassiona ben presto al pop elettronico di matrice anglosassone degli anni Ottanta: nel 1989 suona nei 50 AB e tiene il suo primo concerto alla Scuola Media Ardigò di Monza. In seguito entra negli Experimental Arsel, con i quali si esibisce al Teatro Villoresi; si unisce poi ai Sales 80% ed ai Retroscena, dove conosce Gabriele D’Amora, con il quale forma nel 1994 i Soerba.</p>
<p>Nel 1998 i Soerba firmano un contratto discografico con la Mercury/Polygram e pubblicano “Playback”, prodotto da Morgan. Il disco contiene “I am happy”, la canzone che lancia improvvisamente il duo nell’etere italiano. Tra partecipazioni al “Festivalbar” ed a “Sanremo famosi”, oltre alla vittoria del “Telegatto d’argento” di Sorrisi &amp; Canzoni per il singolo “Fuori di testa”, parte un tour nazionale di 30 date. Segue nel 1999 la partecipazione al 49° Festival di Sanremo con “Noi non ci capiamo”.</p>
<p>Nei due anni successivi Luca Urbani scrive ed incide le 10 canzoni di “Zerouno” (collettivo musicale cui partecipano &#8211; tra gli altri &#8211; Morgan, Andy, Alice, Garbo e Mao) e realizza il secondo album dei Soerba, “La vittoria dei cattivi”, pubblicato dalla Mescal, già management del gruppo dal 1998. In seguito all’uscita del disco, il duo si riorganizza con una line-up elettro/acustica a cinque e parte per una breve tournée. Nel frattempo Luca Urbani partecipa al tributo “Tutti pazzi per Rettore”, incidendo la cover “Giù dal nero ciel” con la complicità artistica di Matteo “TechnoTeo” Agosti. Dopo l’uscita di “1996 beside 2002”, pubblicato dalla Mescal e distribuito dalla Sony, il duo si scioglie all’inizio del 2003.</p>
<p>Sul finire del 2006, a sorpresa, Urbani riforma con D’Amora il duo Soerba per la realizzazione del brano “Dance Citadine”, cover inserita nel doppio CD “ConGarbo” (tributo a Garbo, Discipline/Venus). “Electro Domestico” (Discipline/Venus) viene dato alle stampe nel 2007, mentre nel 2009 esce “.2” (Discipline/Venus), il secondo album di “Zerouno”, quasi interamente composto da Luca Urbani, dal quale scompare una buona dose di elettronica per lasciare spazio a chitarre, basso, batteria e percussioni ben più consistenti rispetto al precedente. L’altra grande novità è rappresentata dal fatto che il microfono viene condiviso esclusivamente con Lele Battista (ex La Sintesi).</p>
<p>La parte finale del primo decennio del nuovo millennio vede Luca Urbani protagonista con Nicodemo e Raffaella De Stefano (ex Madreblu) del tour “Lei, lui &amp; l&#8217;altro”, un progetto live suddiviso in parti uguali tra i tre artisti, che portano ciascuno sul palco sei brani tratti dal proprio repertorio, suonandoli sempre insieme con nuove sfumature ed inedite realizzazioni. Il 22 aprile 2011 è, infine, la data scelta per la pubblicazione del secondo album da solista di Luca Urbani, “Catodico Praticante” (Discipline/Venus).</p>
<p>Venerdì 3 febbraio Urbani sarà accompagnato al Marte Mediateca dai Microlux, duo elettronico formatosi nel 2004 dall’incontro di Linda Edelhoff e Fabio Colasante, ai quali si aggiunge successivamente il chitarrista Peppe Biondi. Ispirati ad un’elettronica minimale con innesti glitch-pop di chiaro stampo nordeuropeo e chitarre indie/rock, nel 2009 i Microlux producono il loro primo lavoro discografico, “Weisse”, che raccoglie ottimi consensi di critica specializzata e di pubblico.</p>
<p>I Microlux hanno, inoltre, supportato i live de Il Teatro degli Orrori, Disco Drive, Marco Parente, Afterhours e Populous e collaborato alla realizzazione del documentario “Berlin 20 Yeras Later” del regista Simone Di Somma per la colonna sonora. In collaborazione con Populous (Morr Music), sono risultati vincitori con la traccia “Anorexia Girl” del premio “La musica elettronica italiana nel 2061”, promosso dal Festival Club To Club in collaborazione con il Comitato Italia 150, organizzatore dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.</p>
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		<title>David Larible, artista circense, apre gli appuntamenti del Festival “Scenari Pagani”</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Mellone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[scenari pagani 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Comincia con la magia del mondo circense la 15esima edizione del Festival di teatro e musica “Scenari Pagani”. Mercoledì 1 febbraio alle ore 21.00, presso l'auditorium Sant'Alfonso di Pagani, è in scena David Larible nello spettacolo “Il Clown dei Clown”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/02/larible.jpg" rel="lightbox[9287]"><img class="alignleft size-medium wp-image-9288" title="larible" src="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/02/larible-300x162.jpg" alt="" width="300" height="162" /></a>Comincia con la magia del mondo circense la 15esima edizione del Festival di teatro e musica “Scenari Pagani”, organizzato da Casa Babylon Teatro, per la direzione artistica di Nicolantonio Napoli. Mercoledì 1 febbraio alle ore 21.00, presso l&#8217;auditorium Sant&#8217;Alfonso di Pagani, è in scena David Larible nello spettacolo “Il Clown dei Clown”.</p>
<p>Una serata esilarante, all&#8217;insegna del divertimento puro, che apre il cartellone di otto spettacoli, di scena fino al 24 marzo, sottotitolato “Nani e ballerine”. Il sottotitolo della 15esima edizione rievoca proprio il mondo del circo, un mondo, come il teatro, pieno di magia, illusione, poesia, in cui i nani e le ballerine hanno una propria alta dignità artistica e umana, così lontana dall&#8217;immagine di quei nani e ballerine, zerbini e veline di cui sono piene le cronache dell&#8217;Italia dei giorni nostri.</p>
<p>David Larible, artista di fama internazionale, in quasi 25 anni è stato alla ribalta dei palcoscenici più prestigiosi del mondo, ottenendo numerosi riconoscimenti. A Larible, che giungerà a Pagani subito dopo essere stato al Teatro Bellini di Napoli, sarà conferito il Premio Scenari 2012.</p>
<p>Nato a Verona, ma di origini francesi, David Larible è uno dei più noti clown viventi. Sei generazioni di artisti lo precedono nell’arte circense. Suo nonno, Pierre Larible, è stato danzatore, acrobata e clown. Suo padre, Eugenio Larible, è stato giocoliere e grande artista al trapezio Washington. Larible appare in pista giovanissimo, esibendosi nelle discipline più svariate e ottenendo, così, una formazione enciclopedica. Nel 1980 sceglie di specializzarsi come clown. Nel 1988 è premiato col Clown d&#8217;Argento al Festival di Montecarlo. Kenneth Feld, produttore del Ringling Bros and Barnum &amp; Bailey, il più grande circo negli Stati Uniti, lo scopre e ne fa la star principale del suo circo e dello spettacolo denominato Barnum’s Kaleidoscape, rappresentato a Broadway e successivamente in altre numerose città americane.</p>
<p>Nel 1999 Larible ritorna al Festival di Montecarlo e ottiene l&#8217;oro: è il terzo clown nella storia del circo ad ottenere questo riconoscimento, dopo Charlie Rivel nel 1974 e Oleg Popov nel 1981. Nel 2005 fa ritorno in Europa e dal 2006 è chiamato in Germania da Bernhard Paul, direttore del circo Roncalli, di cui diventa subito indiscutibile vedette. Lo stesso anno, assieme ai più grandi artisti circensi come lui premiati nelle precedenti edizioni, partecipa ai festeggiamenti per il 30° anniversario del Festival del Circo di Montecarlo. Nel 2007 ha ricevuto il &#8220;Premio Grock Città di Imperia&#8221;. Attualmente David Larible si esibisce in varie città europee, in veste di protagonista assoluto della scena, con i suoi recitals teatrali Destino di Clown e Il Clown dei Clown. Oltre alla vita sul palcoscenico si dedica alla formazione dei giovani artisti della scena circense, prendendo parte a workshop e conferenze universitarie.</p>
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		<title>Maurizio Ferraris ad un corso di formazione per insegnanti di Filosofia e Lettere</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 17:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Mellone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[liceo "da procida" di salerno]]></category>

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		<description><![CDATA[Prenderà il via martedì 31 gennaio alle ore 16.30, presso l’aula magna del liceo scientifico “Giovanni Da Procida” di Salerno, un corso di aggiornamento e formazione per gli insegnanti di Filosofia e Lettere della scuola secondaria, con Maurizio Ferraris che tratterà il tema “Che cosa insegna Proust alla filosofia?”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/01/Maurizio-Ferraris.jpg" rel="lightbox[9275]"><img class="alignleft size-medium wp-image-9276" title="Maurizio Ferraris" src="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/01/Maurizio-Ferraris-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>Prenderà il via martedì 31 gennaio alle ore 16.30, presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico “Giovanni Da Procida” di Salerno, un corso di aggiornamento e formazione per gli insegnanti di Filosofia e Lettere della scuola secondaria, promosso dalla Società Filosofica Italiana, sezione di Salerno, presieduta da Carmine Mottola, con l’ Università di Salerno Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale e il Laboratorio di Filosofia e Linguaggi dell’Immagine, in collaborazione con il Liceo Scientifico Giovanni Da Procida di Salerno, sotto l’egida del Ministero.</p>
<p>La prima conferenza, prevista per il 31 gennaio, vedrà la partecipazione di Maurizio Ferrarris, il quale discernerà sul tema “Che cosa insegna Proust alla filosofia?”. Il docente dell’ Università di Torino, afferma nel suo volume “Ermeneutica di Proust”, edito dalla Guerini e Associati nel 1987, che la pretesa di verità dell’arte (e certo oramai della filosofia) non si tutela attraverso il ricorso al mistero (ogni enigma in fin dei conti può essere sciolto, sin dal momento in cui viene definito come enigma), ma mediante la tematizzazione della canonicità dei testi filosofici e letterari, che istituiscono un mondo che non esisteva prima di essi.</p>
<p>Di fronte alla complessità delle esperienze culturali del nostro tempo, caratterizzate da sempre più forti contaminazioni tra gli ambiti e i linguaggi delle forme di produzione ed espressione del sapere, il percorso intende essere non solo una occasione di riflessione sulle possibili e differenziate declinazioni del nesso filosofia/letteratura e dei relativi codici linguistico-concettuali, ma anche, in maniera strettamente connessa, sui più recenti orientamenti didattici e metodologici in proposito.</p>
<p>Sotto quest’ultimo profilo un vantaggio fondamentale, offerto dalle risorse tecnologiche, sarà rappresentato dalla documentazione analitica del processo in un prodotto didattico multimediale. Ciò darà la possibilità di un’ampia fruizione di tale prodotto in contesti diversificati, favorendo, grazie alla localizzazione di quest’ultimi in un unico ambiente di apprendimento, la fondamentale integrazione tra le tradizionali attività didattiche e quelle di tipo ausiliario. Il prodotto multimediale sarà realizzato a cura del Laboratorio di Filosofia e Linguaggi delle Immagini dell’Università di Salerno. Sono previsti quattro incontri, al termine dei quali verrà rilasciato un attestato di partecipazione, affidati a studiosi di indiscusso prestigio, che, muovendo dai propri interessi di ricerca, offrono diverse prospettive in cui può essere coniugato il rapporto tra la filosofia e la letteratura.</p>
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		<title>Alessandro Preziosi al Teatro Verdi di Salerno nella commedia “Cyrano de Bergerac”</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Mellone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[teatro verdi di salerno]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ in programma al Teatro Verdi di Salerno, per venerdì 27 e sabato 28 gennaio alle ore 21.00, e domenica 29 gennaio alle ore 18.30, “Cyrano di Bergerac” di Alessandro Preziosi, commedia teatrale di Edmond Rostand.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/01/Alessandro-Preziosi-in-Cyrano-de-Bergerac.jpg" rel="lightbox[9246]"><img class="alignleft size-medium wp-image-9247" title="Alessandro-Preziosi-in-Cyrano-de-Bergerac" src="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/01/Alessandro-Preziosi-in-Cyrano-de-Bergerac-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a>E’ in programma al Teatro Verdi di Salerno, per venerdì 27 e sabato 28 gennaio alle ore 21.00, e domenica 29 gennaio alle ore 18.30, “Cyrano di Bergerac” di Alessandro Preziosi, commedia teatrale di Edmond Rostand.</p>
<p>La celebre commedia teatrale in cinque atti, pubblicata nel 1897 dal poeta drammatico francese Edmond Rostand (1868-1918) è ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del Seicento francese, nonché precursore della letteratura fantascientifica. Il Cyrano ebbe già dalla prima rappresentazione un eccezionale trionfo di pubblico e critica, che salutò questo dramma post-romantico come una vera e propria summa delle potenzialità espressive nella sfera dei sentimenti e delle passioni umane.</p>
<p>L&#8217;opera di Rostand è stata tradotta, adattata ed interpretata innumerevoli volte. Cyrano è uno dei personaggi più conosciuti e amati del teatro. La sua geniale temerarietà, la drammaticità della sua fiera esistenza, vissuta pericolosamente all&#8217;insegna del non piegarsi mai alla mediocrità e alle convenienze, ne fanno un autentico eroe romantico e un personaggio straordinariamente moderno.</p>
<p>La vicenda racconta di Cyrano de Bergerac, cadetto di Guascogna, ammiratore temuto per la sua infallibile spada e per i suoi motti spiritosi e taglienti. Essendo afflitto da un naso mostruoso, non ha il coraggio di manifestare alla cugina Rossana il suo amore per lei. Costei, ignara dei sentimenti dell’uomo, lo prega di prendere sotto la sua protezione il giovane Cristiano de Neuvillette, del quale è innamorata. Poiché questi non riesce ad esprimere in belle frasi il suo sentimento, Cyrano gliele suggerisce e fa in modo che Cristiano possa sposare Rossana a dispetto del Conte De Guiche, anch’egli innamorato della donna. Questi, adirato, trasferisce subito Cristiano e Cyrano al fronte per combattere. Da qui de Bergerac, a nome di Cristiano, scrive numerose lettere d’appassionata poesia per Rossana, mantenendo per sé questo segreto anche quando il giovane muore combattendo. Solo al termine della propria vita ed involontariamente, Cyrano, confesserà all’amata il suo sentimento. Ma, quando lei lo ricambierà, sarà ormai troppo tardi.</p>
<p>Edmond Rostand è forse l&#8217;ultimo dei romantici, a metà strada tra Victor Hugo e Victorien Sardou. L’intento è quindi di costruire una commedia tenera e romantica, tutta puntata sul ritmo, che rifugga il monumentale e il fastoso. Una commedia coinvolgente, centrata su un personaggio complesso e completo come solo Cyrano sa essere, capace com’è di gridare e di piangere con eguale convinzione, ma che non privi di risalto e spessore gli altri interpreti, giovani talenti emergenti. Khora.teatro, con la scelta del Cyrano, prosegue nel solco del fortunato allestimento dell’Amleto, portando in scena un grande classico teatrale rivolto ad un vasto pubblico. La traduzione scelta è quella di Mario Giobbe, utilizzata anche nel memorabile allestimento di Gino Cervi del 1953. Lo scontroso spadaccino dal mostruoso naso è interpretato da Alessandro Preziosi, reduce da successi televisivi e cinematografici, ma soprattutto dal percorso intrapreso con l’Amleto shakespeariano.</p>
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		<title>Un nuovo servizio a Salerno, grazie a “La Rada”, si propone di aiutare le famiglie</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 18:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Mellone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[associazione "la rada" di salerno]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolta a Torrione, in via la Carnale/6, l’inaugurazione del centro Sisaf (Sistema Integrato Socio-Ambulatoriale per le Famiglie). Capofila del progetto è il consorzio di cooperative sociali “La Rada”, con il sostegno della “Fondazione con il Sud”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/01/famiglie_in_forma.png" rel="lightbox[9231]"><img class="alignleft size-medium wp-image-9232" title="famiglie_in_forma" src="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/01/famiglie_in_forma-300x168.png" alt="" width="300" height="168" /></a>Si è svolta a Torrione, in via la Carnale/6, l’inaugurazione del centro Sisaf (Sistema Integrato Socio-Ambulatoriale per le Famiglie). Capofila del progetto è il consorzio di cooperative sociali “La Rada”, con il sostegno della “Fondazione con il Sud” ed in collaborazione con nove partner, tra cui il Comune di Salerno, l&#8217;associazione Indiani d&#8217;Occidente, l&#8217;associazione Arci Salerno, l&#8217;associazione Italiana Socioterapia, la Banca di Credito Cooperativo di Sassano, l&#8217;associazione Solidarietà e Sviluppo, la società cooperativa In Cammino Società, la cooperativa sociale Kalimera, la cooperativa sociale Luoghi per Crescere.</p>
<p>Nasce a Salerno il Servizio Integrato Socioambulatoriale per la Famiglia, Sisaf, prima struttura nel Sud Italia che affronta i bisogni del singolo e della famiglia nel suo complesso. Oltre al sostegno psicologico e psicoterapeutico, ad interventi nel settore dei disturbi dell’apprendimento, dell’alimentazione e del linguaggio, a prestazioni di medicina specialistica a prezzi calmierati e rateizzabili, a percorsi di mediazione interculturale, le persone che si rivolgeranno alla struttura troveranno anche sportelli di consulenza legale, di ascolto e consulenza sull’autismo, sportello antiviolenza e anti-stalking, orientamento alla presa in carico per persone con disturbi di salute mentale. L’attenzione è focalizzata sulla riconquista del benessere attraverso la promozione di vari percorsi, tra cui corsi di biodanza, arte terapia, comicoterapia, ginnastica dolce, percorsi formativi e di orientamento.</p>
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		<title>Massimo Lopez al Teatro Verdi di Salerno con lo spettacolo musicale “Varie-età”</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 17:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Mellone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[teatro verdi di salerno]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ in programma al Teatro Verdi di Salerno, per venerdì e sabato alle ore 21.00, e domenica alle ore 18.30, “Varie–età” di Massimo Lopez, spettacolo musicale di Massimo e Alessandro Lopez con Giuliano Chiariello e la Big Band Jazz Company; direzione generale e arrangiamenti Gabriele Comeglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/01/lopez.jpg" rel="lightbox[9207]"><img class="alignleft size-medium wp-image-9208" title="lopez" src="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/01/lopez-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a>E’ in programma al Teatro Verdi di Salerno, per venerdì e sabato alle ore 21.00, e domenica alle ore 18.30, “Varie–età” di Massimo Lopez, spettacolo musicale di Massimo e Alessandro Lopez con Giuliano Chiariello e la Big Band Jazz Company; direzione generale e arrangiamenti Gabriele Comeglio.</p>
<p>Massimo Lopez, torna a firmare la regia di un suo spettacolo, lasciando lo spazio necessario ad un pizzico di sogno e d’imprevedibilità per favorire le sue ottime qualità di improvvisazione scenica. Un viaggio nelle varie-età dello spettacolo che hanno lasciato tracce indelebili nel tempo, rivisitate in un repertorio musicale dove il jazz e lo swing, nel quale l’artista veste bene le caratteristiche di cantante crooner, si fondono in una gradevolissima sequenza di indimenticabili evergreen americani ed italiani dagli anni ‘30 ai giorni nostri. Sono eseguiti con l’accompagnamento della Big Band Jazz Company ed i pregevoli arrangiamenti del maestro Gabriele Comeglio.</p>
<p>Uno spettacolo scritto dai due fratelli Lopez, Massimo ed Alessandro, un binomio ormai indissolubile e collaudato. Anche in questa produzione teatrale sono evidenziate la simpatia, l’eleganza, la comicità e le straordinarie doti canore di Massimo Lopez, in un nuovo repertorio di canzoni. Alcune pagine “amarcord” interpretate in estemporanei colpi di scena, evocheranno varie-età del cinema, della radio e della televisione. Tra gli ingredienti fondamentali, per completare questo “Massimo Lopez show”, non mancheranno divertenti monologhi ed imitazioni ed interazioni con gli elementi dell’orchestra, il cast ed il pubblico.</p>
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		<title>Le opere dell’artista Nello Ferrigno in una mostra allestita alla galleria “Il Catalogo”</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 17:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Mellone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[galleria "il catalogo" a salerno]]></category>

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		<description><![CDATA[La galleria “Il Catalogo” di Salerno apre il nuovo anno ospitando il tema del mito, del mediterraneo, attraverso le opere del maestro salernitano Nello Ferrigno, in una mostra che inaugura venerdì 20 gennaio ed è visitabile fino a domenica 5 febbraio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/01/Nello-Ferrigno-x-Il-Catalogo-1.jpg" rel="lightbox[9185]"><img class="alignleft size-medium wp-image-9186" title="Nello Ferrigno x Il Catalogo 1" src="http://www.editorialeagire.it/wp-content/uploads/2012/01/Nello-Ferrigno-x-Il-Catalogo-1-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a>La galleria “Il Catalogo” di Lelio Schiavone e Antonio Adiletta, apre il nuovo anno ospitando il tema del mito, del mediterraneo, attraverso diciotto bozzetti e sei ceramiche del maestro salernitano Nello Ferrigno, ideati per la realizzazione dei venticinque pannelli nell’ambito delle Luci d’Artista. La mostra, che verrà inaugurata venerdì 20 gennaio alle ore 18,30 e sarà visitabile sino a domenica 5 febbraio, rinnova il dialogo della galleria con la Salerno della luce, del turismo, della massa, della festa, attraverso opere che guardano al mito e al mare nostrum, al Mediterraneo, un termine questo che possiede la stessa radice del termine “mediazione”.</p>
<p>Nella cultura contemporanea il termine “medium” significa “mezzo” in quanto strumento, interfaccia. La mediterraneità non è solo la condizione del comunicare in senso geografico, ma anche e soprattutto del trasmettere; mediterraneità è medium, è opportunità di confrontarsi. Mediterraneità è una condizione che si sviluppa sia all’interno di uno spazio fisico ben definito, sia in altri luoghi più immateriali come quelli della mente, il cui contorno è confine fra un “dentro” e un “fuori”. Il dentro è il luogo della mediazione, il luogo dell’intelligenza, dell’invenzione e dello scambio mentre l’esterno è il thesaurum, cioè la riserva delle diversità.</p>
<p>Il Mediterraneo è legato ai miti del divenire e del trascorrere. I suoi eroi sono per lo più personaggi maschili, come Omero e Ulisse. La sua mitologia è spesso mitologia della contrapposizione e del dominio, la sua costante è l’alternanza, l’instabilità, il dualismo, il suo essere è anfotero come l’apollineo e il dionisiaco, come la notte e il giorno, come la luce e l’ombra. Ecco le amazzoni guerriere, i cavalli, le sirene, i tritoni, di Nello Ferrigno, realizzati tra estenuazione parossistica delle forme gravitazionali e un sublime aereo e irraggiungibile. Il mito della mediterraneità è anche il mito della perdita di un passato “mitico”, perciò si alimenta della memoria e fa della rimembranza il suo strumento esecutivo. L’epos è ispirato dal tempo e il mito è il suo quaderno di appunti e di annotazioni. La memoria è una catena di equazioni in immagini che legano, a coppie, l’ignoto col noto: il noto è la leggenda posta alla base della tradizione, mentre l’ignoto che si presenta ogni volta come nuovo è il momento attuale della cultura. Il Mediterraneo diventa qui l&#8217;infanzia e la giovinezza dell&#8217;umanità, “theatrum mundi”.</p>
<p>Nelle opere di Ferrigno traspare una sottile vena di ironia: è in tale ironico distacco che possiamo ritrovare il segno della modernità e da dove possiamo cogliere quell’idea di classicismo come un ripristinare il tempo nella sua normale corsa e non più disperata che viviamo piuttosto in questo nostro tempo. Fantasia creativa e innovativa nel confronto costante con la classicità. Questa è una delle possibili chiavi di lettura delle eleganti opere che saranno esposte al Catalogo, tra cui tempere e acquerelli per i bozzetti e quattro cavalli, una sirena e due piatti dedicati al mito del cavaliere, dell’uomo che prende forza dall’animale che egli domina, che lo conduce e anche lo disarciona.</p>
<p>Nello Ferrigno è nato a Salerno. Le sue prime esperienze artistiche, agli inizi degli anni Settanta, guardano alla Pop Art ed all’Arte Concettuale. In quel periodo partecipa a rassegne d’arte contemporanea; “Autodocumentazione” tenutasi a Salerno e a “Napoli. Situazione ’75” (curata da Enrico Crispolti) e alla Quadriennale di Roma del 1975 allestita a Palazzo delle Esposizioni: sono anni nei quali sperimenta vari approcci; dalla serigrafia in chiave pop-artistica all’oggetto “poverista” fino alla pittura iperrealista. Negli stessi anni emerge anche la passione per la ceramica che lo vede tra i fondatori del “Gruppo Vietri” il cui tentativo era quello di ridisegnare il modello ceramico vietrese. Terminata l’esperienza del “gruppo” continua la sua personale ricerca. Insegna nella scuola di Stato e tiene corsi di ceramica presso il proprio studio. Ha esposto in Italia ed all’estero e sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private.</p>
<p>Tra le più significative recenti esposizioni si segnalano: “L’equilibrio del graffio”, Palazzo Genovese, Salerno 2000; “Donne Madonne e Sirene” Museo di Villa Pignatelli, Napoli 2001; “Terre mediterranee” Museo d’Arte Moderna di Belgrado 2002; “Keramica” Villa Rufolo, Ravello 2002; “Terre mediterranee” Villa Erba, Como 2002; “Galerie Keramos” Parigi 2004; “Viva Italia show” Londra 2005; “Le terre del sole” Museo Nazionale di Palazzo Venezia, Roma 2006; “La fontana degli elementi” Museo Arte Ambientale, Giffoni Sei Casali 2007; “Omeoceramica” Maschio Angioino, Napoli 2008; “ Immaginario Salernitano” Tempio di Pomona, Salerno 2009; “Luci d’artista “ 25 pannelli luminosi per l’opera “ Il Mito”, Salerno 2011.</p>
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